Dopo appena un anno, rieccoci ad esplorare le insidie delle frasi fatte e delle parole che nascondono sottintesi.
Dovete sapere che di lavoro, io, faccio il falegname.
Forse quasi nessuno di voi si è mai soffermato sulle parole più comuni.
Io sì.
Per esempio la parola che indica il mio lavoro.
Cazzo, dopo quasi 35 anni ci ho riflettuto.
Falegname.
Il più famoso della storia aveva un figlio che possiamo definire magico.
Un figlio che ha cambiato il mondo, che è stato tradito dal suo migliore amico ma alla fine s'è fatto umano e ha sofferto come un uomo.
Questo falegname è, chiaramente, Geppetto.
Invece, Gesù faceva il falegname?
Boh.
Chi è il falegname?
Quello che usa il legno per costruire.
Cosa fa il falegname?
Falegname.
FaLegname.
Fa Legname.
Legname.
Lui fa legname.
Falegname.
E chissà quante altre parole ci sono che nascondono questi doppi sensi.
Che lavoro fai?
Il ragioniere.
E il ragioniere cosa fa?
Conta.
Fa i conti.
Usa la testa.
Cazzo, ragiona.
E in più tu, che in matematica avevi 5, non ci capisci nulla e quindi ti fidi.
Perciò il ragioniere c'ha anche ragione.
Ragioniere.
Io faccio il lavavetri.
E questa, signori, è oscura ma potete arrivarci.
Questa è ermetica, ma potete decifrarla.
Lavavetri.
Lava i vetri.
Incredibile. La magia delle parole.
Lavavetri. In questo caso potevano impegnarsi di più.

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